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CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO: la posizione della CGIL

27.07.2015

In questi giorni su tutti i mezzi di informazione del nostro territorio è emerso con evidenza lo scontro in atto nella Camera di Commercio tra il presidente uscente, e riconfermato per un solo voto, Vico Valassi ed il presidente di Confindustria Lecco, Giovanni Maggi.

Non era mai accaduto in passato che un presidente di Camera di Commercio, ed in particolare un imprenditore importante del territorio, abituato ad elezioni “bulgare”, come Vico Valassi fosse eletto dopo uno scontro durissimo durato mesi e per un solo voto.

In realtà non si tratta di uno scontro personale, ma rappresenta, in modo esplicito, la crisi di quello che per lunghi anni, si è chiamato il “sistema Lecco”, che ora deve ritrovare la possibilità di esprimere nuove idee e nuovi leaders.

La ricandidatura di Vico Valassi (dopo aver dichiarato lui stesso, in più occasioni, che non sarebbe avvenuta) e dopo ben 22 anni di presidenza alla Camera di Commercio di Lecco (fin dalla sua nascita nel 1993) che è seguita ad altri due mandati in qualità di presidente della Camera di Commercio di Como, conferma questo giudizio e cioè che Lecco, oggi, non è in grado di esprimere quel necessario rinnovamento di persone e di idee di cui avrebbe bisogno.

Per questo era ed è urgente eleggere un nuovo presidente alla Camera di Commercio di Lecco, in grado di condurre il sistema economico e produttivo del nostro territorio verso nuovi obiettivi.

Ciò soprattutto ora che con la legge di riforma del sistema camerale italiano, potremmo essere costretti ad avviare un processo di aggregazione con altri territori.

Dovremo puntare fin da subito ad una iniziativa tesa a difendere l’autonomia della Camera di Commercio di Lecco, utilizzando quelle che possiamo definire delle deroghe all’obbligo di accorpamento delle Camere di Commercio che si trovano sotto le 75.000 imprese iscritte (Lecco ne conta circa 34.000).

Mi riferisco al testo uscito dalla Camera dei Deputati e che sarà, presumibilmente approvato in via definitiva al Senato, laddove recita all’art. 10 “..prevedendo la istituibilità di una camera di commercio in ogni provincia autonoma e città metropolitana e, nei casi di comprovata rispondenza a indicatori di efficienza e di equilibrio economico….”

Ed è questa la condizione in cui oggi si trova la Camera di Commercio di Lecco e sarebbe bene lavorassimo tutti fin da subito per raggiungere questo obiettivo.

In subordine potrebbe essere necessario costruire alleanze con altri territori che a loro volta saranno costretti ad un processo di aggregazione (che nel nord della Lombardia sono Como e Sondrio oltre a Lecco) puntando a rafforzare, anche cosi, il ruolo di Lecco e delle sue specificità produttive ed economiche.

Per questo non serve a Lecco un’aggregazione con chi ha già i numeri per essere autonoma, come Monza, con il rischio che il nostro territorio diventi sempre più marginale.

Rinnovamento quindi, di persone, di obiettivi e di metodo di lavoro.

L’esperienza di questi anni ci dice, infatti, di una presidenza Valassi, all’insegna del decisionismo e “dell’uomo solo al comando”. Ciò non significa che questo non abbia prodotto anche importanti risultati, a partire dal Campus.

Ma il “sistema Lecco” soprattutto in questa fase di crisi prolungata, è ricco e articolato e richiede scelte condivise, frutto di una discussione ampia, e di una capacità di sintesi maggiore, che Valassi non è in grado di garantire.

Il sindacato e la CGIL sono interessati ai destini della Camera di Commercio perché in quella sede si prendono decisioni, si destinano risorse e si definiscono priorità che hanno ricadute sul lavoro e sull’occupazione, sulla qualità dello sviluppo e la crescita formativa.

Per questo non possiamo stare a guardare, ma dobbiamo svolgere il nostro ruolo, facendo pesare le nostre idee e le nostre proposte.

In particolare c’è un tema decisivo per i prossimi anni per la crescita del nostro territorio che continua ad essere ignorato, anche dalla discussione di questi giorni, e cioè il tema della ricerca e dell’innovazione, ed in particolare di come facilitiamo l’innovazione diffusa in un sistema produttivo che è composto per il 93% da aziende con meno di 9 dipendenti. Affrontare questo temo è il modo migliore per cercare di uscire dalla crisi non facendo pagare ai lavoratori un prezzo insostenibile.

Ma per fare questo ci vuole una Camera di Commercio che dedichi la propria attenzione prioritaria a questo obiettivo e per questo la CGIL di Lecco si è spesa e si sta spendendo ed anche per questo serve un processo di rinnovamento nella gestione delle politiche territoriali.

Abbiamo proposto, da soli, e da tempo, che si trovasse un candidato alla presidenza che rappresentasse uno schieramento più ampio, ed avesse un consenso più ampio, di quello che ha eletto Valassi.

Ma la condizione necessaria per aprire una discussione vera tra le associazioni di categoria delle imprese, che, per legge, devono esprimere il presidente, e trovare un accordo su un nome condiviso, era ed è che Vico Valassi facesse un passo indietro, rinunciando ad un ennesimo mandato.

Più volte abbiamo proposto che fosse proprio Valassi a promuovere il rinnovamento, dopo aver fatto tanto per il territorio.

Così non è avvenuto ed a quel punto abbiamo ritenuto opportuno e coerente sostenere la candidatura del Presidente di Confindustria sulla base di alcuni precisi obiettivi di lavoro e di un metodo collegiale di gestione della Camera di Commercio.

Continuo a pensare che sarebbe necessaria una soluzione diversa, più condivisa e con un consenso più ampio ed un sostegno maggiore delle forze sociali del territorio, ma ad oggi questo non è ancora praticabile.

Si è scritto su qualche giornale locale che la CGIL si è schierata per una questione di posti. Non è così. Abbiamo sempre detto che vogliamo stare nei luoghi dove si prendono le decisioni per portare il nostro punto di vista e provare a cambiare le cose, difendendo la nostra autonomia e le nostre idee, cosi come facciamo sempre, tutti i giorni, in tante istituzioni.

Nel contempo abbiamo assistito ad iniziative di alcuni parlamentari lecchesi incomprensibili e per certi versi inaccettabili. Invece di impegnarsi per raggiungere il risultato dell’autonomia della Camera di Commercio di Lecco (non dei servizi ai cittadini e imprese che non verrebbero comunque toccati) è stato presentato, dagli On Fragomeli e Vignali,  un emendamento, poi trasformato in ODG, che consentirebbe a Vico Valassi ulteriori mandati presidenziali.

Penso abbia ragione chi ha chiesto alla politica di fare un passo indietro e, semmai, invece di favorire il vecchio sistema di potere, contribuisca a ricostruire una clima unitario e rinnovato tra le rappresentanze sociali del territorio.

Questa situazione sta portando la Camera di Commercio ad un punto di rottura irreversibile. E’ stato presentato, da parte di Confindustria, un ricorso per far valere anche a Lecco il limite nel numero dei mandati presidenziali e ciò potrà produrre un blocco dell’attività camerale o il suo commissariamento.

Non servono forzature come la decisione di eleggere, a maggioranza, la Giunta camerale.

Serve un atto di responsabilità: le dimissioni di Valassi e l’apertura di una discussione tra tutte le componenti della Camera di Commercio per cercare una soluzione condivisa e dare una prospettiva al nostro territorio.

Wolfango Pirelli – Segretario Generale Camera del Lavoro “Pio Galli” Lecco

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