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“Io riattivo il lavoro”. Proposta di Legge di iniziativa popolare. Perché le aziende confiscate alla mafia sono un bene di tutti.

03.04.2013

I dati ufficiali ci dicono che ad aggravare immensamente gli effetti della crisi del nostro paese esiste il peso insopportabile dei costi derivanti dalla economia sommersa, dalla criminalità organizzata, dal malaffare e dalla corruzione e che ammontano ormai al 27% del PIL.

Per combattere l’illegalità economica è ormai convinzione consolidata che è necessario aggredire i patrimoni della criminalità organizzata per restituirli alla collettività e porli alla base della cotruzione di rapporti economici sani e legali.
 
In questi ultimi anni, dopo la legge 109/96 sul riutilizzo beni confiscati alla mafia, sono stati inferti colpi durissimi alle mafie e attivando percorsi di riscatto e di liberazione dei territori soggiogati dal potere mafioso.
 
Assistiamo tuttavia ad un paradosso: le attività economiche e produttive confiscate, nel 90% dei casi dopo il provvedimento definitivo falliscono con conseguente con perdita di posti di lavoro e di valore economico. Si stima siano coinvolte decine di migliaia di lavoratori. Quello che doveva essere simbolo di riscatto rischia di diventare sconfitta e avvalorare ciò che viene sostenuto in molti luoghi del nostro paese: Con la mafia si lavora, con lo stato no.
 
Occorre quindi provare ad intraprendere nuovi percorsi: mettere al centro dell’attenzione la necessità di salvaguardare il lavoro, di tutelare i lavoratori, di riconquistare alla legalità le attività produttive già in essere.
 
Per questo la CGIL con l’adesione di ARCI, ACLI, Libera, e altre associazioni, ha dato avvio ad una proposta di Legge di iniziativa popolare denominata “Io riattivo il lavoro”.
 
La proposta contiene una serie di misure consistenti in: informazione e tempestiva attivazione delle misure a tutela dei lavoratori coinvolti fin dal sequestro dell’azienda; istituzione di tavoli permanenti provinciali per coinvolgere i soggetti economici ed istituzionali sui casi concreti; ripristino degli ammortizzatori sociali a favore dei lavori delle aziende sequestrate e confiscate, già cancellati dalla Riforma Fornero; istituzione di un Fondo per credito agevolato alle aziende confiscate finanziato con le liquidità confiscate; crediti di imposta pe rla regolarizzazione dei lavoratori, Rating di legalità e IVA agevolata.
 
In provincia di Lecco si è costituito nei giorni scorsi il Comitato provinciale per la Campagna “Io riattivo il lavoro” composto da CGIL, ARCI, ACLI e Coordinamento Libera a cui è possibile rivolgersi per eventuali informazioni.
 
Oltre ad organizzare la raccolta delle firme presso le rispettive sedi ed attività, il Comitato intende programmare specifiche iniziative congiunte sul tema.

 

 
  
 
 
 
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