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L’evento: il 4 luglio dialogo con Grégoire Ahongbonon

30.06.2017

Il 4 luglio 2017 alle 20,45 alla Casa sul Pozzo La Comunità di via Gaggio, il Collettivo futuroanteriore, il Forum Salute Mentale e il Coordinamento Noi tutti Migranti promuovono La serata/dialogo con Grégoire Ahongbonon che con la sua Associazione Sant Camille ha ricevuto nel 1998 il Premio Internazionale Franco Basaglia con questa motivazione: “Per aver dimostrato con la sua pratica di liberazione dalla contenzione e di emancipazione dei pazienti psichiatrici quanto la dignità e il rispetto degli uomini e delle donne siano alla base di ogni intervento di salute mentale”.

Grégoire Ahongbonon che dal 1982 si prende cura dei malati mentali aprendo centri in Costa d’Avorio, Benin, Togo e Burkina Faso, porterà la sua testimonianza sulla condizione che ancora in alcune zone dell’Africa i malati psichici sono costretti a subire. Purtroppo non sono poche le situazioni in cui i pazienti psichiatrici vengono immobilizzati agli alberi con pesanti catene e lì lasciati morire nell’indifferenza generale. Chi è libero diventa una specie di errante, solo e lasciato a se stesso. Nessuno lo tocca per paura di essere contagiato dalla pazzia.

Da anni sta portando avanti un’opera di liberazione e di emancipazione rompendo letteralmente le catene. Parlando con le famiglie e negoziando con i capi dei villaggi, Grégoire ha potuto recuperare la maggior parte di questi malati, li ha portati a essere consultati da psichiatri ed ha assicurato loro un luogo di vita più degno appena si sono ristabiliti.

Coloro che sono guariti hanno imparato un lavoro, sono tornati attivi e in molti casi sono diventati il personale per curare altri malati mentali. Altri sono tornati nei loro villaggi, ma non più incatenati. “Ci sembra importante come gruppo di associazioni – spiegano gli organizzatori -, che a diverso titolo si occupano di promuovere la dignità e il rispetto per ogni uomo e donna, offrire alla cittadinanza di Lecco la possibilità di incontrare un’esperienza di grande impegno e dedizione nella difesa dei diritti di chi non ha voce. Conoscere l’attività di Grégoire ci aiuta a capire quanto siano ancora diffusi anche in Africa il pregiudizio e la paura nei confronti delle persone che soffrono di disagio mentale e quanto sia decisivo sostenere chi come Grégoire compie un’opera di mediazione
portando all’interno della propria tradizione/cultura uno sguardo umano in grado di restituire dignità agli ultimi e liberare da superstizioni e paure la comunità”.

“L’incontro – spiegano – vuole essere un’occasione per confrontarsi anche con le paure e i pregiudizi nei confronti della sofferenza psichica e soprattutto di chi ci appare “altro” da noi, e con la necessità di un cambiamento dello sguardo”.

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