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Via Pio Galli a Rancio, ora è ufficiale. “Ricordiamo i suoi insegnamenti”
Centinaia di persone hanno affollato la sala del Circolo Libero Pensiero per l’inaugurazione della via Pio Galli a Lecco. L’ex via Caduti del lavoro viene così intitolata al sindacalista nato ad Annone Brianza nel 1926, cresciuto a Rancio, dove tra l’altro è morto nel 2011, per anni segretario generale nazionale della Fiom. L’Associazione Pio Galli ha portato avanti la richiesta di intitolazione, insieme alla Cgil, e il Comune ha accolto la proposta. “L’ho conosciuto negli anni ’70, frequentandolo tantissimo dopo il 1985 – racconta il vicepresidente dell’associazione Tino Magni –. È stata una persona che a soli 17 anni si è impegnata insieme al movimento partigiano. Era anche un innovatore perché credeva nei giovani nel movimento lecchese e coltivava grandi rapporti umani. Come associazione cerchiamo di spiegare alle nuove generazioni ciò che diceva lui”. Il segretario generale della Camera del lavoro di Lecco Wolfango Pirelli ha voluto riprendere le sue esperienze. “Quando si decide di intitolare una via a una figura importante come Galli, non si fa solo per ricordare una persona, ma bisogna trarre anche qualche insegnamento e consiglio – afferma –. Dobbiamo rendere attuale il valore dell’antifascismo, questo è uno degli insegnamenti che Pio ci ha lasciato. Lecco è medaglia d’argento della Resistenza, ci sono però presenze negative neofasciste e dobbiamo risponderne. Dobbiamo, inoltre, riprendere in mano il tema del lavoro, per rilanciarlo, anche nel Pgt del Comune. Per questo serve coraggio e grande innovazione”. Il sindaco Virginio Brivio ha voluto omaggiare il sindacalista. “Ha portato avanti un impegno antifascista, sindacale, politico, trasmettendo il valore del proprio impegno. Oggi c’è necessità di accompagnare con le parole e il ragionamento perché vengano generati i valori. Galli, con una matrice culturale del lavoro e di sinistra, ha avuto la capacità di accompagnare con linguaggio semplice e sobrio il senso di alcune battaglie”. E poi sottolinea: “La via Caduti del lavoro non viene cancellata del tutto. Ricordiamoci che c’è la dedica del monumento in largo Caleotto”. Proprio il primo cittadino, insieme ai figli di Galli, ha svelato la targa con il nome della nuova via.