6 maggio: Sciopero Generale

15.04.2011

La CGIL ha proclamato lo sciopero generale per il giorno 6 maggio 2011 per rilanciare l’esigenza di una diversa politica economica, contro la crisi e il declino del nostro Paese che rischia di essere irreversibile.   Il governo Berlusconi, infatti, incapace di rispondere alle esigenze del Paese, lo ha impoverito economicamente e  con i suoi provvedimenti sulla scuola e la cultura lo ha mortificato anche socialmente.

  •  Scarica  le sue responsabilità nel combattere la disoccupazione e contrastare il precariato usando la presenza degli immigrati come capri espiatori, per spargere la paura del diverso, e con i suoi provvedimenti xenofobi e razzisti umilia la dignità delle persone e la civiltà dell’Italia.
  •  La totale irresponsabilità nel gestire il flusso d’immigrati provenienti da nord Africa è la prova innegabile del suo fallimento sulle politiche per l’immigrazione.

La CGIL propone una piattaforma dettagliata per uscire da questa crisi, mettendo al centro il lavoro e lo sviluppo, la riconquista di un modello contrattuale unitario basato sulle regole della democrazia e della rappresentanza nel mondo del lavoro, un fisco più equo, indicando un insieme di misure per traghettare il Paese in un futuro di crescita e di fiducia per i giovani italiani e immigrati.

Questa piattaforma, che risponde ai problemi dell’oggi per costruire un progetto di futuro, interviene anche sulla condizione dei lavoratori immigrati e in particolare rivendica:

  •  un provvedimento di regolarizzazione degli immigrati già presenti in Italia, per combattere il lavoro nero e sommerso, considerando l’immigrazione come una risorsa per lo sviluppo;
  • la riforma della cittadinanza, ribadendo – oltre una gestione positiva e più efficace dei flussi d’ingresso e dei ricongiungimenti familiari – la necessità di definire i percorsi di stabilizzazione e integrazione attraverso una vera e propria riforma della cittadinanza, soprattutto per i nati in Italia, per superare le discriminazioni, a partire dal diritto di voto amministrativo;
  • la sospensione degli effetti della Bossi-Fini in caso di perdita di lavoro per crisi aziendali, perché  non è accettabile che i lavoratori immigrati (più di 2.300.000), che da anni lavorano in Italia (producendo circa il 10% del prodotto interno lordo), che mandano i loro figli a scuola per costruire il loro futuro in questo Paese, perdendo il lavoro, perdano anche il permesso di soggiorno, diventando irregolari e ricattabili da chiunque, ed a rischio di espulsione.

La CGIL mette in risalto oggi più che mai la sua natura plurietnica, ribadendo che la difesa del diritto non conosce barriere etniche perché Diritti disuguali = Meno diritti per tutti.

Noi lavoratrici e lavoratori immigrati, sciopereremo in massa e scenderemo in piazza consapevoli del fatto che la difesa dei nostri diritti d’immigrati è possibile solo se rivendichiamo e difendiamo i diritti comuni a tutti.

Scarica il volantino immigrati italiano

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