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Adelchi Ferrari, Fiom e Fim allontanate dai carabinieri. “Atto gravissimo”

12.04.2017

fiom

“Il giorno 11 aprile, in occasione dell’incontro da noi richiesto e programmato per gestire il piano di rientro delle spettanze economiche arretrate che l’azienda Adelchi Ferrari deve ai propri dipendenti, è avvenuto un fatto tanto grave quanto spiacevole: la direzione aziendale, nella persona dell’amministratore delegato Riccardo Di Lorenzo, ha allontanato la delegazione di Fim e Fiom e le Rsu decidendo di discutere solo con la Uilm, organizzazione che, a differenza nostra, ha minor rappresentanza in termini di iscritti e nessun delegato sindacale.

Davanti al rifiuto di Fim e Fiom di abbandonare l’azienda, l’amministratore delegato ha inveito con male parole nei confronti dei rappresentanti sindacali e ha poi chiamato i carabinieri per allontanare gli stessi dall’azienda. Tale gesto, oltre a raffigurare un comportamento antisindacale, dimostra la volontà dell’azienda di discutere con la sola Uilm, organizzazione che ha più volte apertamente attaccato in modo subdolo e falso Fim e Fiom arrivando persino a promuovere una raccolta firme per far cadere la Rsu eletta democraticamente dalle lavoratrici e dai lavoratori.

Un atto meschino che rappresenta un attacco anche a tutti i dipendenti che con le elezioni della Rsu hanno scelto da chi farsi rappresentare. Fim e Fiom, che non si sono mai sottratte ad alcuna discussione, nemmeno a quella più complicata come dimostra le ristrutturazione passata di questa azienda dove la serietà e la responsabilità delle nostre organizzazioni ha consentito di salvaguardare posti di lavoro e continuità aziendale, anche questa volta erano determinate nel ricercare una soluzione per i lavoratori in attesa di stipendio.

Ricordiamo che l’azienda oltre a essere in ritardo nel pagamento delle spettanze, non versa neppure le quote tessera alle organizzazioni sindacali nè i contributi relativi alla previdenza complementare pur trattenendo queste somme dalle buste paga dei lavoratori: ci chiediamo quindi dove siano andati questi soldi che i lavoratori hanno liberamente deciso di versare al sindacato e alla loro pensione integrativa.

Non saremo certo noi a decidere chi ha titolo o meno di discutere con l’azienda, ma rivendichiamo il diritto di voler rappresentare i lavoratori e condanniamo il fatto che l’azienda abbia scelto di discutere con chi ha puntato fino ad oggi a dividere le persone”.

 

Fiom Cgil Lecco

Fim Cisl Monza Brianza Lecco

 

 

 

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