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Contratto bancari, i sì all’accordo sono oltre il 90%.

Contratto bancari, i sì all’accordo sono oltre il 90%. #sonobancario

 
Da sole24ore – Se il buongiorno si vede dal mattino, l’ipotesi di rinnovo del contratto dei bancari raggiunta il primo aprile piace ai lavoratori. Dopo Trento, si sono espresse a favore del contratto, con una percentuale di sì complessivamente superiore al 95%, anche Vercelli, Alessandria, Milano, Bologna, L’Aquila, Rovereto, Cuneo, Saluzzo, Vicenza, Monza, Arezzo, Bergamo, Brescia, Pozzuoli, Aversa, Castellammare, Giugliano, Nocera Inferiore, Torino, Rimini. Siamo all’inizio, il fulcro sarà la prossima settimana e quella successiva, ma rispetto alle assemblee del precedente contratto, partite con difficoltà e conclusesi con quasi il 60% di consensi, questa volta il clima è diverso.
L’accordo sul rinnovo del contratto piace per l’aumento economico di 85 euro pur in un contesto di deflazione, ma anche perché è riuscito a mettere in sicurezza l’area contrattuale e a rafforzare gli ammortizzatori sociali in uno dei momenti più difficili della storia del settore, con le fusioni alle porte e gli esuberi da gestire. E piace molto per quanto ha ottenuto a favore dei giovani che si vedono aumentare il salario d’ingresso dell’8% e confermare gli incentivi per le assunzioni attraverso il fondo per la nuova occupazione.
 
I segretari generali delle sigle principali sono convinti che l’esito del voto sarà molto diverso da quello del precedente contratto. Il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni, dice che «le positive risposte dei lavoratori sono in linea coi contenuti dell’accordo, che definiamo più che buono, soprattutto se consideriamo la crisi economica del settore e quella sociale del Paese. Il nuovo contratto garantirà stabilità alle banche, sarà un esempio virtuoso anche per altri rinnovi contrattuali, ci permetterà di gestire la vera rivoluzione del settore, quando inizieranno le fusioni. Senza il sì al contratto, la disapplicazione dell’architettura contrattuale nazionale diverrebbe automatica». La preoccupazione per gli esuberi è sempre sullo sfondo. «Nessuno – avverte però Sileoni – pensi di fare affari giocando spregiudicatamente sul numero degli esuberi».
 
Agostino Megale (Fisac) dice che «dalle prime assemblee si registra un consenso molto elevato e questo è il segno che il risultato contrattuale viene apprezzato non solo per la difesa e la riconquista del contratto ma anche per la sua capacità di avere un’anima sociale nella tutela dei diritti e di parlare ai giovani con il linguaggio del futuro e della speranza». Dal suo osservatorio Giulio Romani (Fiba) dice che «le assemblee stanno procedendo bene, con un consenso convinto. Complessivamente i lavoratori hanno capito le conquiste dei sindacati, pur permanendo le preoccupazioni per il futuro, per le fusioni in arrivo e l’occupazione».
 
Per Massimo Masi, segretario generale della Uilca, «l’inizio è molto promettente. Siamo a dei livelli altissimi. Rispetto alle difficoltà di 3 anni fa, questa tornata è molto frequentata e positiva. Molta partecipazione, dibattito e consenso».
 
di Cristina Casadei
 
 
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