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Filt, martedì sciopero dei pullman. “Troppi tagli ai dipendenti”

08.09.2017

“Assistiamo a tagli di 400 euro al mese in busta paga: i lavoratori di SAB sono molto arrabbiati, Sarà un autunno dei trasporti molto conflittuale e l’azienda ne deve esserne consapevole”. Era stato detto a giugno e lo si ripete oggi con Filt Cgil e Fit Cisl a presentare lo sciopero di 24 ore del 12 settembre che coincide con il primo giorno di scuola. Saranno comunque garantiti i servizi nelle fasce protette che a Lecco sono dalle 6.00 alle 8,30 e dalle 12,00 alle 15,30.

La precedente astensione dal lavoro si è svolta il 5 agosto scorso (per quattro ore), e ha visto una forte e decisa partecipazione dei lavoratori di Lecco. Quella del 12 settembre si preannuncia altrettanto convinta. Il forte malumore tra i lavoratori di SAB è dovuto la cancellazione dei contratti aziendali imposta a tutte le aziende del Gruppo Arriva (di cui SAB fa parte) e in vigore a Lecco dal 1 aprile. Nel territorio sono 85 i dipendenti di SAL, società di autotrasporti inglobata da SAB.

“Una trattativa, partita a dicembre per contenere gli effetti della cancellazione, è durata alcuni mesi è stata interrotta il 26 maggio – spiegano Salvatore Campisi e Luigi Caputo, segretari rispettivamente di Filt e Fit -. Eravamo giunti a un’ipotesi di accordo ma l’irrigidimento dell’azienda su tematiche vitali per i lavoratori ha rimesso tutto in discussione. Così abbiamo deciso di non firmare, di interrompere il confronto. La fase che SAB sta vivendo dopo la fusione per incorporazione di Sal è delicatissima: non c’è solo l’azzeramento dei contratti aziendali, c’è anche la necessità di gestire il passaggio dal Contratto nazionale di riferimento ASSTRA a quello ANAV, meno vantaggioso per i lavoratori.

Lo scontro sindacale riguarda la contrattazione aziendale azzerata dal primo aprile, con tagli fino a 400 euro sulla busta paga dei lavoratori, oltre un quarto di retribuzione decurtata su stipendi che mediamente toccano non più di duemila euro.

Si rimarca il fatto che “nelle ultime settimane SAB ha incontrato singolarmente i lavoratori proponendo di sottoscrivere accordi unilaterali nella speranza di garantire il servizio. Così, viene promesso un ipotetico Premio di risultato (ipotetico perché mai contrattato con nessuno) in cambio di prestazioni extra contrattuali che erano contenute nelle richieste aziendali durante la trattativa ma che unitariamente erano state giudicate davvero impossibili da sottoscrivere: riguardavano, in particolare, l’aumento dell’impegno lavorativo richiesto ai dipendenti che passava da 12 a 14 ore (il cosiddetto nastro lavorativo, cioè l’arco di ore di disponibilità comprese le ore di pausa) senza un adeguato corrispettivo economico”, oltre ad altre attività come la bigliettazione a bordo (non prevista dal Ccnl) sulla quale le O.S avevano fatto delle aperture ottenendo continui rilanci da parte aziendale.

Le aziende di proprietà e sotto controllo del Gruppo Arriva presenti in Lombardia, oltre a SAB di Bergamo, sono anche SIA e SAIA di Brescia e KM di Cremona, per un totale di 1.100 dipendenti coinvolti. Lo sciopero del 12 settembre riguarderà anche i bus di Bergamo. Già a gennaio e, ancora prima, a metà novembre si erano svolti due scioperi contro la decisione dell’azienda di cancellare i precedenti accordi aziendali.

A partire dall’estate del 2016 le società SAB di Bergamo, SIA e SAIA di Brescia, KM di Cremona, SAL di Lecco, sotto la direzione del Gruppo, hanno scelto, parallelamente a legittime politiche di fusioni societarie (SAL – SAB, SAIA – SIA), di rompere le relazioni industriali con una serie di atti unilaterali: disdette di accordi di secondo livello (SAB e SAL di Bergamo e Lecco) o passaggi nei CCNL di riferimento da ASSTRA ad ANAV (SIA società autoservizi spa, KM spa e SAB rispettivamente di Brescia, Cremona e Bergamo).

Il Gruppo Arriva è di proprietà di Deutsche Bahn per il quale svolge funzione di divisione per il trasporto pubblico locale fuori dalla Germania, con 55900 dipendenti in 14 paesi europei. Nel contesto nazionale agisce attraverso la Holding Arriva Italia srl.

“Ora SAB dovrà garantire il servizio senza accordi aziendali che storicamente avevano al loro interno elementi importanti per l’organizzazione del lavoro. Sarà difficile riuscirci. I dipendenti, da parte loro, lavorano con senso di responsabilità da aprile in regime non codificato e perdendo anche molti soldi ogni mese. Stiamo per avviare con loro vertenze individuali per recuperare le parti di retribuzione decurtate che a nostro avviso corrispondevano ad elementi fissi dello stipendio, dunque che non dovevano essere toccati”.

Oltre a chiedere il ripristino delle condizioni economiche che erano garantite negli accordi disdettati dall’azienda e la corretta applicazione del Contratto nazionale, i sindacati esprimono anche “forti perplessità rispetto alla partecipazione di SAB alla prossima gara per l’appalto del servizio di trasporto pubblico. A tal proposito non escludiamo il coinvolgimento dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico ComoLecco-Varese, ente che ha il compito di programmare il servizio stesso e formulare i bandi di gara”.

 

 

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