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Giovedì 7 aprile sciopero dei lavoratori del pubblico impiego della Lombardia

31.03.2016

I contratti collettivi nazionali di lavoro dei dipendenti pubblici sono bloccati da 7 anni. Quelli privati di sanità e servizi sociosanitari e assistenziali da quasi dieci. Il governo ha stanziato cifre irrisorie e offensive (5 euro lordi pro capite) per il 2016 e nulla per gli anni successivi.

È intollerabile! Per questo, unitariamente, le categorie della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL hanno proclamato per giovedì 7 aprile una giornata di sciopero generale delle lavoratrici e dei lavoratori, pubblici e privati, dei servizi pubblici della Lombardia. Per premere sul governo, perché stanzi le risorse necessarie a rinnovare i contratti con il prossimo Documento Economico Finanziario.

Questo è quello che chiediamo e che serve ai lavoratori per rivendicare il giusto diritto al rinnovo dei contratti. Tutto il resto è finzione e speculazione.

Ci aspettiamo una grande partecipazione cosi come sono state le assemblee che si sono svolte in questi giorni, questo è la prima iniziativa di sciopero che apre la stagione del rinnovo del contratto nel Pubblico Impiego che vedrà successivamente altrettanti scioperi regionali nelle altre 19 regioni italiane.

Il governo deve sapere che i lavoratori pubblici non si fermeranno fino a quando non si vedranno i loro diritti rispettati: “INSIEME PER IL RINNOVO DEL MIO CONTRATTO”.

Una nota nei confronti di alcuni sindacati autonomi in cerca di fortuna. Anziché agire il proprio ruolo usano i lavoratori per far arricchire propri legali con ricorsi che finiscono per cancellare definitivamente il diritto alla contrattazione e, quindi, lo stesso ruolo del sindacato dei lavoratori.

La strada indicata – un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – è sbagliata e dannosa.

Sbagliata, perché disconosce il valore del lavoro con i suoi diritti  e il ruolo dei sindacati e della contrattazione.

Dannosa, perché il diritto alla retribuzione non può essere piegato ai vincoli di bilancio decisi unilateralmente dalle controparti (governi, enti pubblici o padroni privati che siano), ma deve essere il frutto di un accordo tra le parti. Per questo ricordiamo alle lavoratrici e ai lavoratori che non ci sono scorciatoie. Il contratto di lavoro è un diritto. Esso va rinnovato sia nella parte economica sia in quella normativa. I diritti vanno difesi e conquistati.

Finora le categorie di CGIL CISL UIL hanno evitato di chiedere ai lavoratori di mobilitarsi con lo sciopero, perché sanno il sacrificio economico che comporta. Li invitiamo ora, a partecipare allo sciopero del 7 aprile, e a non prestarsi a operazioni di puro marketing che si celano dietro parcelle ai legali, per azioni dall’esito incerto, o dietro la forzata adesione a chi, abdicando al proprio ruolo di rappresentanza, cerca di fare tessere attraverso avvocati.

Marco Paleari, Segretario Generale FP CGIL Lecco

 

Scarica qui il Volantino Manifestazione Milano del 7 aprile 2016

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