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Il commento, Pirelli: “I voucher hanno scaricato costi e rischi solo sui lavoratori”

24.03.2017

“Parafrasando il segretario lecchese della Lega Nord, Flavio Nogara, i voucher sono come il vino cattivo e inquinato che va tolto dal mercato perchè rovina la salute delle persone.

Ma la Lega Nord non era a favore dei due referendum della Cgil? O era solo strumentale questo sostegno dichiarato in più occasioni

In questi giorni sono state scritte e dette tante bugie e inesattezze sui voucher.

Lecco non è un’isola felice. Anche a Lecco l’abuso dei voucher è stato evidente. Nel solo 2016 ne sono stati utilizzati ben 1.200.000, un’enormità, con un incremento significativo nei settori tradizionali dell’economia (edilizia e manifattura) producendo una evidente distorsione del mercato ed una competizione al ribasso tra le aziende inaccettabile dal punto di vista delle aziende che rispettano i contratti.

Cioè i voucher hanno sostituito contratti veri, precari o a tempo indeterminato, ma sempre contratti, riducendo in modo improprio i costi del lavoro, senza nemmeno garantire qualità e continuità del lavoro stesso.

Non è vero quindi che hanno fatto emergere lavoro nero e che quindi l’abolizione dei voucher significa ritornare lì. Ha sostituito contratti regolari ed ora le imprese devono ritornare ad assumere, anche con contratti a termine, interinali, o a chiamata per rispondere alle diverse esigenze di flessibilità. Come avveniva prima dell’estensione decisa per legge dei voucher qualche anno fa.

Il “cuore” della discussione è il ruolo del contratto. Nogara, ad esempio, dice che i voucher, per la loro semplicità risponde alle esigenze di imprese e lavoratori.

Ciò è falso. Perché con i voucher si scaricano tutti i costi e i rischi solo sui lavoratori che lo utilizzano deresponsabilizzando completamente le imprese (siano essi bar o medie imprese industriali).

Chi usa i voucher non ha nessuna copertura in caso di malattia ed infortunio (in questi giorni ci viene ricordato che Inail copre gli infortuni sul lavoro in proporzione a quanto versato, nel caso dei voucher pochissimo) e il futuro previdenziale è assolutamente da fame (come abbiamo ampiamente dimostrato).

Servono contratti, certo leggeri, agili e flessibili, ma contratti che producano, per loro natura diritti e doveri sia da parte dei lavoratori che dell’impresa. E per quelli che si chiamano “lavoretti” richiesti dalle famiglie abbiamo proposto in un recente disegno di legge in discussione alla Camera e che riproporremo al tavolo con il Governo, l’introduzione di uno strumento agile e flessibile chiamato “contratto di lavoro subordinato occasionale”.

Infine sulle Amministrazioni Pubbliche, la Cgil sostiene da tempo la possibilità, da parte dei comuni virtuosi, di assumere, che è il vero problema che i Comuni hanno. Per i lavori temporanei e non sostitutivi di contratti veri e propri, si possono impegnare i lavoratori socialmente utili, presenti nelle liste di mobilità territoriali”.

 

Wolfango Pirelli
Segretario Generale CGIL Lecco

 

 

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