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Il NO vince. Pirelli, Segretario Generale CGIL Lecco: “Una scelta giusta”

05.12.2016

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Anche in Provincia di Lecco il dato del referendum costituzionale sul disegno di legge Renzi-Boschi vede prevalere il No, con 105.566 voti ed una precentuale pari al 53,7 %. Solo in otto comuni della Povincia ha prevalso il sì, nel resto del territorio i No sono stati maggioranza.

Non può che essere soddisfatto Wolfango Pirelli, Segretario Generale della CGIL di Lecco, attivamente impegnata durante tutta la campagna elettorale insieme ad ANPI ed ARCI per portare le ragioni, tutte di merito, del No: “Ha vinto la Costituzione. E’ un risultato importante che, come nel 2006, dice esplicitamente che la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza e, soprattutto, che non si vuole un modello istituzionale che consegna il potere nelle mani del solo Governo“.

Uno dei problemi ai quali la riforma non ha dato risposta e che è stato alla base di tanti no è quello della rappresentanza politica: “C’è un problema di rappresentanza evidente perché c’è un’ampia area di persone in difficoltà che non si sente rappresentata all’interno delle istituzioni. In questo senso, se si vuole trarre un insegnamento da quanto accaduto negli ultimi anni, quando la sinistra è visibile e chiara vince, se si appropria degli argomenti della destra la sconfitta è inevitabile perché l’idea di democrazia dell’uomo solo al comando non funziona”.

L’Assemblea Generale della CGIL ha scelto di schierare l’organizzazione e di invitare a votare No: “Una scelta corretta e coerente con l’analisi di merito che la Cgil ha fatto della riforma. La Cgil ha scelto di non aderire a comitati per il no per conservare la propria totale autonomia e, nel contempo, ha lavorato insieme all’ANPI e all’ARCI di Lecco organizzando numerosi incontri di discussione. Un cammino importante che ci ha permesso non solo di portare le nostre ragioni ma anche di ascoltare le istanze che provengono dal territorio“.

Ora, altre sfide attendono la Cgil: “I milioni di firme raccolti sulla Carta dei Diritti Universali del Lavoro e sui tre referendum che l’accompagnano sono la spinta a proseguire il lavoro fatto in difesa della Costituzione per cercare di allargare i diritti in difesa del lavoro. Non possiamo fermarci“.

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