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Ancora troppe distanze tra le richieste dei lavoratori del credito presentate con la piattaforma di rinnovo CCNL e la posizione di ABI

14.11.2014

COMUNICATO UNITARIO CCNL ABI

Nella giornata del 13 novembre si è tenuta la prevista riunione sul rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro.

In apertura dell’incontro il Presidente del CASL Dr. Profumo ha ribadito per l’ennesima volta le posizioni complessive di ABI sul rinnovo del CCNL, estremamente distanti da quelle avanzate dalle OO.SS.; ABI ha dichiarato con nettezza che non intende affrontare il dettaglio dei temi del rinnovo (area contrattuale, orari, inquadramenti, perimetri contrattuali) senza prima aver verificato la disponibilità delle OO.SS. ad un intervento strutturale sulle voci del salario.

ABI ha poi dichiarato grande preoccupazione circa i segnali prospettici del settore che, al di là dell’andamento di ogni singolo gruppo, restano altamente problematici. A fronte di ciò ha ribadito la disponibilità a riconoscere l’1,85% di inflazione, subordinandola però alla riduzione strutturale della retribuzione attraverso il superamento definitivo degli elementi automatici della retribuzione (automatismo e scatti di anzianità) ed alla modifica del calcolo del TFR.

Eventuali ulteriori possibili recuperi sul piano salariale potrebbero avvenire solo in conseguenza di performance positive a livello di singola azienda nell’ambito del rafforzamento della contrattazione di II livello.

Le OO.SS. hanno fortemente contestato l’impostazione di ABI che, pur riconoscendo a fine triennio un adeguamento legato all’inflazione (ritenuto dalle OO.SS. insufficiente perché non considera il dovuto recupero del potere d’acquisto nel triennio), di fatto addirittura sottrae una consistente fetta di salario e, soprattutto in proiezione sulle fasce più giovani e sulle future assunzioni, incide pesantemente sulle prestazioni della previdenza, sia pubblica che complementare.

Se si dovesse per assurdo accettare l’impostazione di ABI sulla parte economica, si arriverebbe al paradosso che i lavoratori incasserebbero meno di quanto perderebbero per effetto del blocco degli scatti e del calcolo del TFR.

Le OO.SS. hanno inoltre evidenziato che i dati del terzo trimestre delle aziende del settore, riportati dalla stampa negli ultimi giorni, non possono affatto giustificare un intervento così dirompente mirato solo e soltanto sulla componente lavoro, quando i dati di redditività (anche considerando le dinamiche di accantonamenti e delle sofferenze) non lasciano prefigurare elementi di crisi strutturale così preoccupanti come quelli dichiarati da ABI solo sul tavolo della trattativa.

Le OO.SS. continuano a valutare non percorribile il negoziato e, come preannunciato, hanno convocato per la prossima settimana i propri Organismi per decidere i passi da intraprendere e da riportare alle Assemblee della categoria da organizzare al più presto.

Se l’ABI non cambierà radicalmente le sue posizioni, le OO.SS. metteranno in atto tutte le necessarie iniziative unitarie per la mobilitazione di Lavoratrici e Lavoratori, a partire dal blocco dei negoziati in Aziende e Gruppi sino alla proclamazione dello sciopero generale.

Nell’incontro programmato per il 25 novembre p.v., ABI dovrà dunque dimostrare, modificando radicalmente la propria impostazione, la reale volontà di realizzare un percorso comune che porti al rinnovo del CCNL e non alla sua completa destrutturazione.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

 

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