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Legge di Stabilità: tagliando i Patronati si colpiscono i lavoratori

30.11.2015

Nei provvedimenti previsti dal testo del disegno di legge di stabilità 2016 approvato dal Senato e passato alla Camera è prevista una ulteriore riduzione del finanziamento degli enti di Patronato, non in termini transitori ma in modo strutturale attraverso la riduzione delle anticipazioni e dell’aliquota di prelievo dal monte contributi, dall’attuale 0,207% (legge di stabilità 2015) allo 0,193% . Dunque una riduzione di 28 milioni rispetto al fondo attuale che si aggira intorno ai 390 milioni di euro.

Si tratta, è bene sottolinearlo, di contributi che vengono versati dalle aziende e dai lavoratori all’INPS e che, come tali, dovrebbero essere restituiti ai lavoratori sotto forma di servizi erogati dall’INPS stesso. Negli ultimi anni, la legge ha aumentato in modo esponenziale la tipologia e la quantità dei servizi che i Patronati (il cui ruolo, quali soggetti giuridici di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità, è indicato nell’art. 1 della legge 152/2001 in attuazione dei principi fondamentali di rango costituzionale che regolano il sistema di welfare) erogano gratuitamente a lavoratori e pensionati.

Questa ulteriore riduzione, unitamente al mancato pagamento dei saldi relativi agli anni 2012-2013-2014 e acconto per l’anno 2015 , mette in discussione l’operatività e la continuità del ruolo dei patronati non tanto verso le proprie strutture ed i propri dipendenti, ma per i servizi gratuiti che i patronati offrono alla cittadinanza sul versante dell’assistenza e della consulenza in campo previdenziale ed assistenziale. Non è un caso che l’anno scorso, nel tentativo di bloccare un provvedimento analogo, si siano raccolte più di un milione e centomila firme in difesa dei Patronati, perché da sempre i nostri servizi di tutela rappresentano una funzione di grande sensibilità sociale e per ciascuna delle persone cui prestiamo assistenza e consulenza l’utilità individuale è riconosciuta e importante.

Eppure, di nuovo, il Governo propone un taglio al fondo dei patronati e la riduzione dei contributi riconosciuti ai Caaf. Per fare cosa? per cosa verranno utilizzati questi contributi? Ma soprattutto, se verranno utilizzati per coprire altre finalità, come potranno i Patronati proseguire la loro attività? Perché i casi sono due: o si sarà obbligati a ridurre i servizi in favore di lavoratori e pensionati oppure bisognerà introdurre dei servizi a pagamento. In ogni caso, a pagare saranno i lavoratori.

Per questo motivo, a Lecco come nel resto del Paese i Patronati organizzeranno iniziative per sensibilizzare i cittadini e spingere la politica a modificare questo provvedimento che, come nel caso del taglio a CAAF, rappresenta l’ennesimo attacco al ruolo del Sindacato Confederale.

 

Puoi scaricare qui l’Infografica – I Patronati e le conseguenze dei tagli

 

 

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