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Nuovo Protocollo d’intesa provinciale per la tutela della legalità negli appalti

16.03.2017

bandiera Cgil

A pochi giorni dalla celebrazione della XXII° Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, a Lecco si compie un altro passo importante nella direzione della lotta alla criminalità organizzata con la sottoscrizione del nuovo Protocollo d’intesa provinciale per la tutela della legalità, nel settore degli appalti pubblici e privati.

Hanno firmato il documento: la Prefettura, la Provincia, la Camera di Commercio, i Comuni di maggiori dimensioni e le altre stazioni appaltanti del territorio, assieme alle associazioni imprenditoriali e alle Organizzazioni Sindacali Confederali e dell’Edilizia.

Dopo il Protocollo già sottoscritto nel 2013, che ha prodotto in questi anni buoni risultati, sono intervenute importanti modifiche normative in materia di appalti pubblici, ma si è anche maturata la convinzione condivisa fra le parti, della necessità di estendere l’azione anche nell’edilizia privata.

Infatti, si afferma nel testo: “Nel settore dell’edilizia, sia nell’ambito degli appalti pubblici che in quello degli interventi promossi dai privati, il lavoro irregolare, l’evasione contributiva e fiscale nonché il mancato puntuale rispetto dei contratti collettivi di lavoro rischiano di consolidarsi con grave danno per la libera concorrenza tra le imprese, per la qualità delle opere, per la sicurezza dei lavoratori, per le stesse condizioni di lavoro e di retribuzione dei dipendenti e di creare i presupposti per il nascere, o affermarsi, di tentativi di estorsione e corruzione nonché di favorire la pressione delle organizzazioni criminali”.

Diverse sono le fasi dei procedimenti amministrativi e delle attività economiche interessate, in cui interviene il documento. Fra le misure ora in atto, sono da sottolineare in particolare:

  • il rafforzamento dell’onere per le aziende concorrenti di iscrizione alle cosiddette white list, estesa anche anche alle ditte subappaltatrici nelle opere di valore superiore a 50.000 €;
  • l’informativa antimafia anche per le pratiche in materia di edilizia privata per tutti gli interventi residenziali oltre i 5000 mc e per gli interventi destinati ad attività produttive oltre i 3000 mq, come pure per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria “a scomputo”;
  • un’incentivazione all’adozione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con correttivi legati alle misure di sicurezza per i lavoratori e alla loro formazione;
  • l’intensificazione delle azioni volte ad assicurare il pieno rispetto delle normative in materia di rapporti di lavoro, di sicurezza sui luoghi di lavoro, di regolarità contributiva e retributiva ed a contrastare i fenomeni della intermediazione illegittima in ogni sua forma ed il lavoro sommerso.

Per la Cgil, la firma del protocollo assume un valore ancora maggiore se posto in relazione ai due referendum promossi dalla medesima sui voucher e sugli appalti. Il quadro delle regole disegnate nel documento potrà dare un importante contributo alla regolarizzazione del settore, in particolare laddove richiede il pieno rispetto del CCNL di categoria. Ma è necessario ed urgente affrontare in materia di appalti anche il nodo della responsabilità in solido tra committente e appaltatore con una chiara norma di legge, che restituisca piena dignità e diritti anche ai lavoratori, che sono la parte più debole del sistema degli appalti.

 

Scarica qui il Protocollo

 

 

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