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Riforma del Mercato del Lavoro. Parte la mobilitazione della CGIL di Lecco. Mercoledì 11 aprile 2012: attivi dei delegati.

27.03.2012

L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri il 23 marzo della relazione del Ministro Fornero sulla riforma del Mercato del Lavoro, senza la condivisione di tutte le parti sociali, rappresenta un fatto grave.

La decisione del Governo di procedere comunque su temi importanti come la precarietà, gli ammortizzatori sociali e la modifica dell’art 18 dello Statuto dei Lavoratori modifica il quadro delle relazioni sindacali nel nostro Paese.

Già in occasione della Riforma delle pensioni, decisa ed attuata senza il consenso delle Organizzazioni Sindacali rappresentative del mondo del lavoro, avevamo espresso la nostra netta contrarietà.

Ora inizia un difficile percorso parlamentare dopo che il Governo avrà tradotto in un articolato disegno di legge i principi presentati dal Ministro il 23 marzo.

E contemporaneamente parte la mobilitazione decisa dal Comitato Direttivo della CGIL che ha programmato nei mesi di aprile e maggio 16 ore di sciopero, di cui 8 di sciopero generale con manifestazioni in tutte le province in occasione del dibattito parlamentare.

La data sarà decisa dalla segreteria nazionale della CGIL.

Le altre iniziative decise dalla CGIL riguardano una raccolta di firme e l’avvio di un confronto con tutti i parlamentari a livello locale e nazionale per chiedere modifiche radicali al ddl del Governo, a partire dalle modifiche previste all’art 18.

Una mobilitazione diffusa e  continua nel tempo che inizierà a Lecco con la convocazione di tre riunioni rivolte a tutti i delegati e le delegate delle categorie e agli attivisti dello SPI, mercoledì 11 aprile 2012 alle ore 14.30.

Le riunioni si terranno a Lecco (ESPE – Scuola Edile, Via Grandi 15) , Merate (sala Civica F.lli Cernuschi Viale Lombardia) e Barzanò (sala Civica Via Castello 1).

Successivamente si svolgeranno assemblee in tutti i luoghi di lavoro per illustrare i contenuti della riforma e le iniziative decise di mobilitazione per contrastarla.

Ulteriori scioperi e iniziative verranno decise, in modo articolato per zona e per categorie nei prossimi giorni con l’obiettivo di accompagnare la discussione parlamentare con le iniziative di protesta della CGIL.

Nel merito del documento approvato dal Governo la CGIL esprime un giudizio articolato sui tre punti che affronta.

Infatti mentre registriamo, seppur in modo limitato, una inversione di tendenza per quanto riguarda la lotta alla precarietà, rendendo più stringenti i vincoli per quanto riguarda il ricorso alle diverse tipologie contrattuali atipiche (come ad esempio le partite IVA, il lavoro a progetto o l’associazione in partecipazione) e si individuano modalità e tempi per la trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, su ammortizzatori sociali e licenziamenti individuali permane un giudizio negativo della CGIL.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, non ci sarà più, dal 2014, la CIG straordinaria per cessata attività e gradualmente l’indennità di mobilità verrà sostituita ( a regime nel 2017) con la nuova ASPI (Assicurazione Sociale per l’impiego) cosi come la stessa assorbirà l’attuale indennità di disoccupazione ordinaria o a requisiti ridotti.

Questo nuovo strumento riduce la copertura temporale degli attuali ammortizzatori sociali e non viene estesa a tutti le tipologie contrattuali facendo venir meno il suo carattere universalistico.

Infine per quanto riguarda il licenziamento individuale, mentre si conferma l’attuale art 18 solo per i casi discriminatori, si sposta verso il giudice la scelta tra reintegro e indennizzo nel caso di licenziamento per motivi disciplinari, e si prevede solo l’indennizzo nei casi di licenziamenti per motivi economici, scaricando sul lavoratore l’onere della prova dell’esistenza di motivi disciplinari o discriminatori.

In tal modo il lavoratore è più debole di fronte alle scelte ed alle decisioni anche arbitrarie del datore di lavoro.

Questa norma che abbiamo sempre giudicato una norma di civiltà va ripristinata riaffermando la possibilità del reintegro nel posto di lavoro per tutte le tipologie previste di licenziamento senza giusta causa,confermando cosi il carattere di deterrenza dell’attuale art. 18.

 

Per ulteriori informazioni: http://www.cgil.it/

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Photo Gallery dell’Attivo dei Delegati di Lecco


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