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RIscossione tributi: lavoratori di Equitalia ancora in agitazione
"In occasione dell’incontro, programmato e finalizzato a condividere la posizione da rappresentare al Ministero del Lavoro in merito all’auspicata trasformazione del Fondo di previdenza nazionale per realizzare una previdenza aggiuntiva, le Segreterie nazionali sono state informate che, da una recentissima interlocuzione dei Dirigenti aziendali con la Segreteria Tecnica del Ministero è emersa la volontà del Ministero stesso di mantenere inalterata l’attuale disciplina del fondo di previdenza, e pertanto di perpetuare l’inaccettabile condizione che vede Azienda e lavoratori versare ad un fondo che sostanzialmente non eroga prestazioni. Tale posizione pare scaturire dalla considerazione che la riforma del Fondo con decreto del Ministero del Lavoro non può essere realizzata per il combinato disposto dei commi 9 e 9bis dell’art.1 della legge di riforma fiscale dello scorso anno, che sostanzialmente sancivano la garanzia del mantenimento delle condizioni previdenziali. Con questa posizione, se sarà confermata, il Governo nega il diritto ai lavoratori esattoriali di ottenere il giusto beneficio da un onere che viene sostenuto da sempre, e non riconosce l’impegno assunto dal Parlamento italiano che ha votato ed approvato importanti ordini del giorno che prevedevano sì il mantenimento di tale garanzia, ma contemporaneamente il riordino della previdenza di settore e l’utilizzo delle risorse per la creazione della previdenza aggiuntiva. A fronte di tale situazione, le Segreterie Nazionali, fortissimamente contrariate da tale inaccettabile posizione, hanno assunto le seguenti determinazioni:
  • Avviare un confronto urgente con rappresentanti del Governo, oltre che sollecitare l’incontro ufficiale già chiesto al Ministero del Lavoro per l’apertura di un tavolo tecnico permanente;
  • indire un presidio da effettuarsi nel più breve tempo possibile, auspicabilmente nel corso della prossima settimana nei pressi del Ministero del Lavoro;
  • avviare assemblee di tutti i lavoratori del settore, a partire dai capoluoghi di regione, con concomitante convocazione di attivi regionali unitari di quadri sindacali;
  • predisporre le condizioni per realizzare, al termine del percorso assembleare, una importante giornata di mobilitazione di tutta la categoria con la proclamazione di uno sciopero nazionale che viene indetto per il 26 maggio.
Tali determinazioni vengono portate all’attenzione dei colleghi, e contemporaneamente dei vertici aziendali così come dei rappresentanti del Governo. La campagna di mobilitazione, che in tal modo prosegue con maggior vigore, è volta ad ottenere la giusta considerazione riguardo al futuro assetto previdenziale della categoria, che da troppo tempo risulta iniquo rispetto agli obblighi di versamento dei lavoratori ed alle ormai nulle controprestazioni. Ricordiamo che la riforma così come concepita, e condivisa dalle Organizzazioni Sindacali e dalle parti datoriali (Equitalia e Riscossione Sicilia), risponde anche al dettato della legge 335 dell’8 agosto 1995 che imponeva la trasformazione dei fondi integrativi di previdenza in fondi di previdenza complementari. In concomitanza con l’esigenza di realizzare la trasformazione del Fondo nazionale verrà portata avanti l’istanza di rinnovo urgente del CCNL, la trattativa per la realizzazione del quale dovrà partire non appena formalizzato lo statuto del nuovo Ente pubblico economico. Il raggiungimento di entrambi questi obiettivi è volto a realizzare la messa in sicurezza dell’intero settore della riscossione; a tal fine risulteranno determinanti l’impegno unitario di tutte le Organizzazioni Sindacali e la piena condivisione e partecipazione al percorso di mobilitazione da parte di tutti i colleghi". Le segreterie nazionali Fisac Cgil - First Cisl - Uilca - Ugl Credito - Fabi