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Spi Cgil di Lecco. Convegno “L’età in più”. L’invecchiamento si può combattere.

23.05.2012

“A Lecco lo Spi-Cgil ha raccolto ben duemila firme per sostenere l’invecchiamento attivo proprio nell’anno in cui l’Europa dedica il massimo di attenzione a questo problema, per l’incidenza sociale ed economica che è evidente, ha affermato Sergio Pomari, segretario provinciale del sindacato dei pensionati in una sala gremita da tante donne ma anche da uomini, nel corso dell’intervento di apertura del convegno “L’età in più”, voluto e organizzato il 23 maggio dal coordinamento delle donne di Lecco.

“Deve essere una giornata di riflessione utile per favorire l’incontro tra due generazioni, quella dei giovani e quella di tanti cittadini di una certa età. Chi sostiene che ci sia atto uno scontro tra generazioni afferma il falso.

Lo Spi fornisce in tutte le sedi del territorio: servizi di informazioni e d’intervento per aiutare a far fronte a tante situazioni drammatiche in cui vivono molte famiglie, alle prese con una crisi economica devastante e destinata a durare. Noi ci siamo. Il Governo non ha fatto niente. Devo ingraziare Nunzia Bianchi, responsabile del coordinamento, che ha organizzato questo convegno che vede la partecipazione di tanti esperti di riconosciuta qualità”.

Nunzia Bianchi ha indicato le proposte elaborate dal coordinamento, mettendo l’accento sul lavoro sommerso, calcolato in Italia di 18 miliardi di euro all’anno, lavoro che le donne sono costrette a fare come casalinghe e badanti, sacrificando gran parte del loro tempo libero.

Era presente Marina Piazza autrice del libro “L’età in più”  e di altri volumi dedicati alle più giovani generazioni. “Bisogna uscire dalla contraddizione anziani attivi o disabili. Dobbiamo affrontare il problema di come seguire con serenità il percorso dell’inevitabile invecchiamento”.

Tema che è stato approfondito dal Direttore della Rsa Airoldi e Muzi, Ivan Villa. “Per avere un invecchiamento di successo dobbiamo seguire uno stile di vita che va dal movimento giornaliero, alla cultura, all’informazione, a relazionarsi con gli altri. Sotto questo aspetto, “L’età d’oro”  del Cai di Lecco porta avanti un programma esemplare proprio per prevenire le fragilità di tanti anziani. Il 30-35% degli attuali malati di Alzheimer potrebbero evitare il flagello di questo terribile morbo. Inoltre, all’Airoldi e Muzi, abbiamo calcolato che seguendo uno stile di vita si può prevenire l’Alzheimer che solo in parte è una malattia genetica. L’invecchiamento si può combattere”.

Sono intervenuti Mina Cilloni, del coordinamento donne nazionale e numerosi partecipanti al convegno.

Ha chiuso i lavori la segretaria regionale dello Spi Cgil, Anna Bonanomi, che ha illustrato le proposte che il sindacato sta portando avanti a livello regionale, ribadendo l’impegno dello Spi Lombardia per migliorare i servizi socio-sanitari.

 

 

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