La segreteria
Fabio Alessandro Gerosa
Segretario generale CdLT
fabio.gerosa@cgil.lombardia.it
Nato a Lecco (LC) il 30 ottobre 1971, ha maturato una lunga esperienza sindacale all’interno della CGIL nel territorio lecchese. Nel corso degli anni ha svolto attività sindacale nelle categorie FP CGIL, FILCEM CGIL e FILTEA CGIL, proseguendo poi il proprio percorso nell’organizzazione con incarichi di responsabilità, tra cui la guida della SLC CGIL di Lecco. Successivamente ha proseguito il proprio impegno nella FIOM CGIL Lecco, consolidando il rapporto con il tessuto produttivo del territorio e con il mondo del lavoro metalmeccanico. Il suo percorso sindacale è stato caratterizzato da un forte radicamento territoriale e da un costante lavoro a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori.
Marco Brigatti
Segretario organizzativo CdLT
marco.brigatti@cgil.lombardia.it
Nato a Lecco nel 1969, è un educatore professionale. Le prime esperienze lavorative sono nel settore delle cooperative sociali, in particolare presso la cooperativa La Vecchia Quercia, tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90. Entra in Cgil nel 1992 tenendo un corso di alfabetizzazione per donne straniere. Un anno dopo inizia il lavoro all’Ufficio stranieri fino al 1997, anno di creazione dell’Ufficio politiche sociali, in cui è confluito lo sportello. Nel 2001 avvia a Lecco l’esperienza di Nidil, la struttura della Cgil dedicata ai lavoratori con contratti atipici, a cui si aggiunge nel 2002 il servizio di gestione amministrative dei lavoratori a partita iva. Nel 2013 diventa funzionario dello Spi e nel settembre 2014 viene eletto Segretario generale dei pensionati lecchesi. Entra nella segreteria della Camera del lavoro nel marzo 2019 e viene riconfermato a gennaio 2023.
Barbara Cortinovis
Segretario CdLT
barbara.cortinovis@cgil.lombardia.it
Nata a Lecco nel 1977, viene eletta per la prima volta delegata all’età di 20 anni, quando lavorava alla Giacomelli Sport. Dal 2012, ricopre prima il ruolo di apparato tecnico in Filcams, divenendo successivamente funzionaria e componente di Segreteria della stessa categoria, fino a diventarne Segretario generale nel 2017. Nel febbraio 2025 entra a scavalco nella Segreteria confederale, per subentrare a tempo pieno a gennaio 2026.
Veronica Versace
Segretario CdLT
veronica.versace@cgil.lombardia.it
Nata a Erba nel 1978. Diplomata in ragioneria, dal 1999 al 2002 lavora presso il Centro Servizi Fiscali della Cgil di Como per quattro campagne fiscali, alternandosi, nelle scadenze contrattuali, con altri lavori (impiegata, operaia metalmeccanica, contabile). Nel 2002 inizia il suo incarico come apparato tecnico per la Fillea Cgil di Como. Nel 2010, sempre in Fillea, diviene funzionaria e segue il comparto edile. Segretaria organizzativa della categoria dal 2014 al 2017, quando passa sull’altro ramo del Lario e diviene Segretaria generale della Fillea di Lecco. Nel febbraio 2025 entra a scavalco nella Segreteria confederale; assume il ruolo a tempo pieno a partire da giugno 2025, al termine dei due mandati alla guida degli edili.
La storia
La Camera del Lavoro Territoriale di Lecco e Circondario nasce il 31 marzo 1901, al termine di un discorso pubblico di Giuseppe Croce, operaio e Presidente della Federazione delle Camere del Lavoro d’Italia.
Le società operaie fondatrici sono sei: filatori in seta; falegnami; muratori; metallurgici; scalpellini; fonditori di metalli. Ma già nel luglio dello stesso anno si aggiungono altre sette Società o Leghe: Società di Miglioramento; Imbianchini e verniciatori; Operaie d’ogni arte; Lavoratori delle tele metalliche; Fibbiari; Trafilieri; Panettieri; Calzolai.
Nel 1903 viene organizzato il primo Congresso Operaio Interprovinciale.
Il tessuto padronale lecchese boicotta da subito la nascita della Camera del Lavoro e opera intensamente per contrastare la legge del 1906 che istituisce gli Ispettorati del Lavoro.
Nel primo decennio di vita della Camera del Lavoro di Lecco, però, le adesioni dei lavoratori sono scarse anche a causa di una divisione interna alla struttura sindacale stessa: da una parte i riformisti ritengono che la Camera del Lavoro dovesse avere un ruolo di mediazione all’interno del tessuto sociale e produttivo lecchese. Dall’altra i massimalisti che credono, al contrario, che dovesse avere un ruolo rivoluzionario e di rottura. Prevalsero i riformisti.
Nei primi quindici anni del Novecento, attorno alla struttura sindacale lecchese ruotano non solo operai ma anche coloni e contadini affittuari che vogliono un miglioramento dei contratti agrari. Ed è proprio in questi anni che la Camera del Lavoro promuove gli scioperi dei lavoratori delle trafilerie e delle filande per ottenere un miglioramento salariale e la diminuzione dell’orario di lavoro.
La fine della prima guerra mondiale vede la Camera del Lavoro di Lecco impegnata nell’assistenza alle famiglie dei caduti e dei mutilati, nella ricerca di lavoro per i reduci di guerra, nella lotta per l’ottenimento di indennità salariali (che otterrà nel 1920), nella richiesta di interventi per calmierare il prezzo del pane, anche arrivando all’occupazione delle fabbriche meccaniche e metallurgiche.
I rapporti con gli industriali lecchesi si fanno sempre più tesi anche perché questi ultimi si appoggiano ai rappresentanti del fascismo locale per portare avanti la loro azione reazionaria, che sfocia poi nella richiesta di riduzione dei salari e nella mancata corresponsione dell’indennità di carovita (1921-1922).
Questi sono gli anni della Resistenza operaia: subito dopo la caduta di Mussolini (25 luglio 1943) nelle fabbriche lecchesi si costituiscono le Commissioni Interne che, dopo l’8 settembre, entrano in clandestinità e diventano veri e propri Comitati di agitazione.
Le operaie e gli operai lecchesi partecipano attivamente agli scioperi del marzo 1944: il 7 marzo, proprio durante uno di questi scioperi, 26 lavoratori (tra cui Giuseppe “Pino” Galbani, fervente antifascista, memoria storica e futuro delegato sindacale) vengono arrestati e deportati nei campo di concentramento. Diciannove di loro perderanno la vita nei lager.
Nel 1945 si riorganizzano quasi tutte le categorie sindacali e nel 1946 oltre il 95% dei metallurgici lecchesi partecipa alla elezione del Direttivo della FIOM: sono le prime elezioni libere dopo il fascismo. Il 20 aprile 1947 si svolge il primo Congresso della Camera del Lavoro lecchese.
Il 1948 si vede la prima scissione: i sindacalisti democristiani abbandonano la Commissione Esecutiva considerando “rotto il patto di unità”. Seguono anni duri: la frammentazione dell’azione sindacale rende difficile difendere i diritti dei lavoratori. È questa la fase segnata dalla cosiddetta “crisi della vergella” – prodotto fondamentale dell’industria nostrana – e dalle difficoltà del tessile, altro comparto estremamente importante l’economia produttiva del Lecchese.
Gli anni Cinquanta sono ricordati per le difficoltà con le quali la Camera del Lavoro si è dovuta confrontare: repressione contro i militanti, licenziamenti politici, forte calo degli iscritti e delle risorse.
Gli anni Sessanta sono all’insegna della ripresa economica. Un mercato caratterizzato dalla piena occupazione e un contesto che vede una struttura camerale ormai consolidata, permettono alla Camera del lavoro di essere protagonista di un ciclo di lotte che già nel 1961 coinvolge 103 aziende (per un totale di quasi 26.000 lavoratori interessati e con 167.844 ore di sciopero).
Questi sono gli anni del rafforzamento soprattutto della FIOM, che raccoglie (anche per le caratteristiche produttive di Lecco) la grande maggioranza dei tesserati alla CGIL.
Le lotte del cosiddetto “Autunno Caldo” si riflettono positivamente sulla Camera del Lavoro che nel 1969 aumenta i propri iscritti del 16% rispetto all’anno recedente.
Molte le figure che hanno reso grande la Camera del Lavoro di Lecco: da quella di Pio Galli (Segretario Generale dal luglio 1954 al giugno 1962) che fu testimone della scissione sindacale, a quella di Giuseppe Voltolini (Segretario Generale dal maggio 1967 all’agosto del 1970) che si confrontò con lo Statuto dei Lavoratori e con il movimento degli studenti, alla figura di Remo Viganò (Segretario dal 1974 al 1981).
Gli anni Ottanta vedono alla guida della Camera della Camera del Lavoro Vanni Galli (luglio 1981 – marzo 1989): sono gli anni della deindustrializzazione di Lecco e della successiva riorganizzazione dell’apparato produttivo con una conseguente frantumazione della classe operaia e della sfida “Ridisegnamo Lecco”, una proposta di sviluppo compatibile della città.
Gli anni Novanta vedono come Segretario Generale Isidoro Galbusera. Sono anche gli anni della critica ai contratti di formazione-lavoro, alla creazione dello sportello per gli stranieri, alla riflessione sulle componenti sindacali e sul rapporto sindacato-politica.
La segreteria di Renato Bonati (dal 1994 al 2002) prosegue la sfida lanciata dal predecessore: trasporti e scuola a misura del cittadino, servizi all’impresa e alla persona. Il Sindacato si scontra con nuovi soggetti sociali ed economici: le multinazionali, la crescita del “popolo della partita IVA”, l’ immigrazione e globalizzazione, il welfare, il risanamento economico dell’Italia.
Nel novembre del 2002 viene eletto Alberto Anghileri che ricoprirà la carica di segretario generale fino al 2010. Sono anni, questi, segnati da importanti vertenze sindacali: dalla Moto Guzzi, alla Riello, dall’Icam, alla Leuci, solo per citarne alcune.
Sono gli anni in cui si fortifica il rapporto tra la Cgil di Lecco e il territorio: il Sindacato diventa sempre più un punto di riferimento perché supplisce alla mancanza della politica. Una politica, purtroppo, sempre più distante dai problemi delle persone di cui il Sindacato, al contrario, si fa portavoce. Della segreteria di Anghileri va anche sottolineata l’attività a favore dei lavoratori migranti, le campagne contro i costi della politica, le indagini e le ricerche mirate a migliorare e qualificare i servizi che la Cgil offre agli iscritti e ai non iscritti.
Il 15 settembre 2010 viene eletto Segretario Generale Wolfango Pirelli e con lui viene confermata la segreteria della Camera del Lavoro eletta il 27 novembre 2009.
Nel corso di questi ultimi anni la Cgil lecchese affronta molteplici crisi aziendali, senza mai mancare di attenzione alle politiche economiche e sociali del territorio, confermandosi un punto di riferimento provinciale.
Il 30 ottobre 2018 Diego Riva diventa Segretario Generale, e nel marzo dell’anno successivo entrano in segreteria Marco Brigatti e Francesca Seghezzi. L’intera segreteria viene riconfermata il 12 gennaio 2023 durante il XIX Congresso provinciale. Il 17 febbraio 2025 entrano in segreteria Barbara Cortinovis e Veronica Versace, rispettivamente Segretaria generale della Filcams e della Fillea di Lecco.